Moscow, Russia 03/2012.   - Vladimir Putin during a dinner with his guest in his dacha residence in Novo Ogorevo, in the ouskirt of Moscow. The gate of the entrace. Details of table setting. ©DAVIDE MONTELEONE

DAVIDE MONTELEONE

“Table setting”, in the act of eating.

July 2nd – August 1st, 2015

Event address:

Via Dante, 12 Internal Courtyard

Milan – Italy

 

To he who knocks at the door we don’t ask: “Who are you?” We tell him: “Sit down and eat”.

(Siberian proverb)

In the period of years spent taking photographs, I collected a reasonable quantity of pictures shot at moments preceding, following or during eating times. Sometimes the photograph is a personal souvenir, a meal or a moment shared with my guests, whilst at other times it is a picture of a tale which shows one of the most important activities for humankind: eating.

There are photographs of illustrious tables, wedding banquets, special occasions, frugal meals… sometimes in them we perceive the scarsity of food. There are shared instants and solitary moments, instants of joy and of suffering, opulence and poverty.

In this collection of pictures there are men and women (even when we can’t see them) who, through the pictures of their “table”, tell their stories. Even more importantly, perhaps, is that behind those pictures there are the moments which I shared with these people, sometimes just a few minutes, sometimes days.

These are, in other words, my souvenirs.

 

“Table setting”, nell’atto di mangiare.

A colui che bussa alla porta non si domanda: “Chi sei? Gli si dice: “Siediti e mangia”.

(Proverbio siberiano)

Nell’arco degli anni trascorsi a fare foto ho collezionato una discrete quantità di immagini scattate nei momenti precedenti, successivi o contemporanei al mangiare. Alle volte la foto è un ricordo personale, un pasto o un momento che ho condiviso con i miei ospiti, altre è l’ immagine di un racconto che illustra una delle attività più importanti per l’ uomo: cibarsi.

Vi sono foto di tavole illustri, banchetti per matrimoni, occasioni speciali, pranzi frugali, alle volte, in esse, si percepisce la scarsezza stessa del cibo. Ci sono attimi condivisi e momenti solitari, attimi di gioia e di sofferenza, opulenza e povertà.

In questa raccolta di immagini ci sono uomini e donne (anche quando non si vedono) che attraverso le immagini della loro “tavola” raccontano le loro storie. Ancora di più, forse, ci sono dietro di esse gli attimi che ho condiviso, alle volte di minuti, alle volte di giorni, con queste persone.

Ci sono insomma i miei ricordi.

 

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